{"id":378,"date":"2013-11-11T23:17:26","date_gmt":"2013-11-11T23:17:26","guid":{"rendered":"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/teorica-2\/"},"modified":"2024-09-18T13:16:10","modified_gmt":"2024-09-18T13:16:10","slug":"teorica-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/it\/teorica-2\/","title":{"rendered":"Medicina teorica e filosofia naturale"},"content":{"rendered":"\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"17\">\n<li>Il <em>Tractatus de amore heroico<\/em> (\u201cTrattato sull\u2019amore eroico\u201d), l&#8217;opera pi\u00f9 antica conosciuta di Arnau, nasce come un\u2019epistola che manda in risposta a un amico sardo. Si tratta della prima monografia medica dedicata al mal d\u2019amore. L&#8217;autore definisce l\u2019amore \u201ceroico\u201d o passionale non come una malattia ma come un indicente, un\u2019alterazione della facolt\u00e0 estimativa, provocata da un riscaldamento degli spiriti, che induce l\u2019innamorato a credere ingannevolmente che la persona amata sia superiore alle altre. Dopo aver spiegato le cause della malattia, espone i segnali che permettono la sua diagnosi e la modalit\u00e0 di trattamento prima che si trasformi in malinconia e mania, con il conseguente rischio di morte.<\/li>\n\n\n\n<li><em>Epistola de reprobatione nigromanticae fictionis<\/em> (\u201cEpistola sulla disapprovazione dell\u2019invenzione negromantica\u201d), anche conosciuta come <em>De improbatione maleficiorum<\/em>, \u00e8 un\u2019epistola rivolta al vescovo di Valencia, molto probabilmente Jaspert de Botonac (1276-1288). \u00c8 il nucleo di un\u2019argomentazione scolastica nel quale Arnau, da una prospettiva filosofico-naturale, denuncia la negromanzia negando il suo principio fondamentale: la capacit\u00e0 del negromante di forzare uno spirito o demonio affinch\u00e9 esegua la sua volont\u00e0 di conoscere fatti occulti o futuri o compiere i suoi desideri. L&#8217;autore cerca di dimostrare che non esiste il potere naturale o sovrannaturale alla portata dei negromanti per dominare gli spiriti. L\u2019ultima parte dell\u2019epistola prende un orientamento medico e arriva alla conclusione che quelli che vedono la negromanzia come una conoscenza razionale dimostrano di essere malati mentali affetti da malinconia.<\/li>\n\n\n\n<li><em>Tractatus de intentione medicorum<\/em> (\u201cTrattato sull\u2019intenzione dei medici\u201d) apparentemente \u00e8 la pi\u00f9 antica delle opere scritte a Montpellier conservate, scritta all\u2019inizio del 1290. La prima parte spiega come la verit\u00e0 filosofica e la verit\u00e0 medica possono conciliarsi. La seconda presenta quattro questioni nelle quali Aristotele e Galeno discrepano apparentemente: la supremazia del cuore sul resto degli organi, lo stato neutro tra malattie e salute e la natura dell\u2019anima. La conclusione \u00e8 che la verit\u00e0 filosofica e la verit\u00e0 medica non devono necessariamente coincidere, ma che non sono contraddittorie, poich\u00e9 l\u2019interesse del medico \u00e8 cercare la massima efficacia della pratica della medicina, mentre i filosofi esplorano la natura intrinseca degli aspetti che studiano.<\/li>\n\n\n\n<li><em>Tractatus de humido radicali<\/em> (\u201cTrattato sull\u2019umidit\u00e0 radicale\u201d) lo stesso Arnau la considera un\u2019opera non propriamente medica. In effetti, nonostante il tema possa avere un\u2019applicazione medica, l\u2019approccio dell\u2019autore \u00e8 pi\u00f9 ascrivibile alla filosofia naturale. Secondo quanto dichiarato nella prefazione, Arnau la scrisse con la finalit\u00e0 di chiarire ai suoi colleghi le conclusioni che, a suo giudizio, certi filosofi diffondevano su tale concetto. La struttura risponde a tale intenzione polemica, poich\u00e9 le due parti che compongono il trattato lasciano intravedere la sua probabile origine in due <em>quaestiones disputatae<\/em>, come viene denominato il genere scolastico che veicolava le discussioni pubbliche su problemi determinati nell\u2019ambito dell\u2019insegnamento universitario. La prima parte definisce il concetto formulato da Avicenna dell\u2019umidit\u00e0 radicale, un fluido impercettibile, sparso per tutto il corpo, alla base del calore innato e della vita organica. Inoltre ne esplora l\u2019origine: proviene dallo sperma che ha concepito l\u2019essere ma si restaura grazie al processo di nutrizione. La seconda parte dibatte sul fatto se sia possibile rigenerarlo. La conclusione \u00e8 che l\u2019umidit\u00e0 radicale \u00e8 rigenerabile fino a un certo limite, oltre al quale la medicina non pu\u00f2 allungare la vita umana, anche se pu\u00f2 contribuire a raggiungere il suo massimo.<\/li>\n\n\n\n<li><em>De considerationibus operis medicinae<\/em> (\u201cSulle considerazioni della pratica medica\u201d), redatto tra il 1298 e il 1300, inizia con un prologo dedicato a Gosinus di Colonia e al Principe Ferdinando, figlio di Giacomo II di Maiorca, Arnau espone con chiarezza la dottrina dell\u2019indicazione terapeutica di Galeno, a partire dalla quale passa alla pratica utilizzando in tutto il trattato l\u2019esempio della flebotomia. Contro l\u2019applicazione meccanica e basata sui dati particolari, proprio della medicina empirica, l\u2019autore consiglia di ricorrere allo studio razionale dell\u2019arte medica, sostenuto dalle regole universitarie, come base per valutare quale sia la terapia valida in un individuo, prendendo in considerazione tutte le circostanze relative al paziente.<\/li>\n\n\n\n<li><em>De dosi tyriacalium medicinarum<\/em>(\u201cSulla dose del preparato della triaca\u201d) \u00e8 un breve scritto nel quale si confronta nuovamente con Averro\u00e8 \u2013e anche con Avicenna\u2013 spiegando l\u2019affermazione di Galeano che la natura di un antidoto \u00e8 intermedia tra il veleno e il corpo affetto. Solo alla fine parla del dosaggio della triaca, il medicinale pi\u00f9 apprezzato nella farmacopea galenista, composto da un gran numero di ingredienti e che veniva utilizzato come antidoto e rimedio contro vari veleni. L\u2019efficacia della triaca contro i veleni si basa sulle propriet\u00e0 occulte, cui forza non pu\u00f2 essere determinata dall\u2019esperienza. Pertanto, \u00e8 necessario ricorrere all\u2019esperienza per indovinare il dosaggio minimo che abbia effetto.<\/li>\n\n\n\n<li><em>Speculum medicinae<\/em> (\u201cSpecchio della medicina\u201d, c. 1308) \u00e8 l\u2019opera che ha coronato la carriera di Arnau come scrittore di medicina. Seguendo l\u2019ordine della Isagoge di Joannici <em>Ioannitius<\/em>, una breve opera introduttiva tradizionalmente utilizzata per l\u2019istruzione medica, rappresenta una sintesi della teoria galenista. La finalit\u00e0 di Arnau era di offrire una raccolta sistematica dei principi generali dell\u2019arte medica che servisse da introduzione. Nei primi capitoli si riassumono gli elementi basilari che costituiscono l\u2019organismo umano e i fattori esterni che lo riguardano. A seguire ripassa le nozioni fondamentali sulla salute e la malattia e procede a classificare le malattie. Dopodich\u00e9 tratta i segnali che permetto al medico di stabilire una diagnosi. Segue un\u2019estesa farmacologia generale e conclude con l\u2019influenza delle emozioni sull\u2019organismo. Nonostante l\u2019orientamento generalista, mostra gli interessi che durante tutta la sua carriera hanno affascinato il maestro Arnau, come lo strumentalismo medico e la teoria delle complessioni.<\/li>\n\n\n\n<li><em>Compilatio de conceptione<\/em>: 24. (\u201cRaccolta sul concepimento\u201d): \u00e8 semplicemente una sintesi schematica personale in cui sono riportate le possibili cause della sterilit\u00e0 maschile e femminile, a mo\u2019 di guida per la diagnosi. L\u2019introduzione spiega brevemente la struttura di questo schema e il modo di usarlo.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"477\" height=\"480\" src=\"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/wp-content\/uploads\/sites\/132\/2016\/10\/sagnia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-518\" style=\"aspect-ratio:0.9943422913719944;width:479px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/wp-content\/uploads\/sites\/132\/2016\/10\/sagnia.jpg 477w, https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/wp-content\/uploads\/sites\/132\/2016\/10\/sagnia-298x300.jpg 298w, https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/wp-content\/uploads\/sites\/132\/2016\/10\/sagnia-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 477px) 100vw, 477px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Illustrazione: flebotomia (British Library, Londra). Origine: <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Blood_letting.jpg\" target=\"_blank\">Wikimedia<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":20,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-378","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/378","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=378"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/378\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1944,"href":"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/378\/revisions\/1944"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/webs.uab.cat\/arnau\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}